02/09/2010 CACCIA. BATTESIMO DI SANGUE PER LA STAGIONE 2010/2011; UN CACCIATORE LA PRIMA VITTIMA - - E’ un anziano cacciatore sardo la prima vittima della stagione venatoria 2010/2011. Secondo quanto reso noto da fonti di stampa, l’uomo è stato ferito al ventre da un colpo partito accidentalmente dal suo stesso fucile mentre era impegnato in una battuta di caccia nel Nuorese. Vani i soccorsi, il cacciatore è spirato dopo essere stato ricoverato presso l’ospedale della città sarda. «Peggio di così la stagione venatoria 2010/2011, iniziata il 1 settembre con le preaperture, non poteva proprio cominciare: oltre alle migliaia di animali uccisi per divertimento nella sola giornata di ieri, è arrivata anche la prima vittima, sacrificata sull’altare delle doppiette. E ora cosa diranno ai familiari dell’uomo i sostenitori di questa “attività sportiva nella natura e all’aria aperta”? Che l’uomo è morto per un’attività ludica? Noi, invece, esprimiamo loro le nostre più sincere condoglianze», così ha commentato l’Ente Nazionale Protezione Animali. «Quanto accaduto ieri dimostra ancora una volta che la caccia uccide – prosegue la Protezione Animali -. E che uccide non soltanto milioni di animali inermi ma anche decine di uomini, stroncati ora dal “fuoco amico”, ora da un abbaglio, ora da un mero errore di calcolo». Ed è proprio con l’obiettivo di scrivere la parola fine su questa strage continua e legalizzata – diventata ormai problema di pubblica sicurezza - che l’Enpa parteciperà insieme alle altre associazioni animaliste alla manifestazione anticaccia che si svolgerà a Venezia il 18 settembre con inizio alle ore 15.00. «Dire no alla caccia – conclude l’Ente Nazionale Protezione Animali – significa dire di no ai privilegi di una categoria che, come dimostra il sondaggio Ispos del marzo scorso, è sempre più marginale e isolata nel Paese. Ma significa, soprattutto, schierarsi dalla parte della vita contro questa cultura di morte». (2 settembre) tratto da: ENPA
Cacciatori a Bosco in Città: le foto di un lettore pubblicato: lunedì 26 ottobre 2009 da gabriele ferraresi
Le foto che vedete le ha inviate un lettore: si tratta del Bosco in Città, sabato 24 ottobre: nulla di strano direte, dei cacciatori e della nebbia. Uhm: cacciatori al Bosco in Città? No, la cosa non è tanto ok. Ecco cosa ci scrive Gabriele Orlando - della vicenda si era occupata circa un anno fa Repubblica.
Sabato 24 ottobre, intorno alle 10,30 di mattina, ho fatto una passeggiata tutt’altro che piacevole a Boscoincittà con mio figlio di 7 mesi sul passeggino. Per accedere all’ingresso ho attraversato la zona agricola compresa tra Trenno ed il suo parco e Boscoincittà, passando dalla Cascina Melghera (circa 500 metri di sterrato) mi sono trovato in mezzo a diversi cacciatori, armati di fucile, che alle mie osservazioni sull’anomalia della loro presenza in loco mi hanno insultato. Uno di loro ha minacciato di morte me e mio figlio (”ci impiego poco a sparare ed a buttravi nel canale”). Pochi minuti dopo nell’imboccare uno dei sentieri più belli del parco, quello che si snoda su di un pontile di assi di legno, ho dovuto fare dietro front, in quanto a ridosso del sentiero vi era appostato un cacciatore che ha sparato due colpi.
Pare che sia possibile praticare l’attività venatoria nell’area agricola compresa tra il parco e le case di Trenno - almeno così ci scrive il nostro lettore, e anche cercando non si trovano altre informazioni che confermino o smentiscano - ma ciò non toglie che la vicenda sia quantomeno opaca.
E che soprattutto non mi farebbe piacere passeggiare al parco con mio figlio a fianco di gente decisamente repressa che sforacchia bestiole a colpi di doppietta. Più che altro, come ci spiega Gabriele Orlando, per una questione di sicurezza, visto che i cacciatori nostrani spesso combinano pasticcetti da obitorio.