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venerdì 10 settembre 2010

Cervo investito e abbandonato

Filago, cervo di oltre 120 chili
investito da auto e abbandonato

Una carcassa di cervo di grosse dimensioni è stata recuperata nella località Ponte del torrente Dordo di Filago, lungo la strada provinciale Madone-Capriate. Una segnalazione era giunta la mattina di venerdì 10 agosto alla Sala operativa del Corpo di polizia provinciale da parte di un cacciatore. Il cervo, di oltre 120 kg., è stato presumibilmente investito da un veicolo che non si è fermato. L'animale è stato recuperato da un agente di vigilanza venatoria volontario della Provincia di Bergamo che ha consegnato la carcassa del cervo a una macelleria convenzionata. La verifica della commestibilità delle carni da parte dei veterinari ASL ha dato però esito negativo e la carcassa è stata smaltita.

La presenza assolutamente insolita del cervo in quella zona può essere dovuta al fatto che l'animale, evidentemente in grado di compiere decine di chilometri in una sola notte, si sia spostato dalle vicine colline, così come potrebbe essere fuggito da un allevamento. Al momento sono in corso gli accertamenti da parte del Nucleo ittico venatorio del corpo di polizia provinciale.

"Le attività di soccorso recupero della fauna sono svolte dal Corpo di polizia provinciale con grande impegno, vengono attivate dalle segnalazioni dell'utenza che giungono alla Sala operativa attraverso il numero verde 800.350.035 - spiega l'assessore alla Protezione civile della Provincia Fausto Carrara -. Gli agenti della polizia locale della Provincia effettuano anche i rilevamenti degli incidenti stradali con la fauna, presupposto per poi attivare da parte del cittadino le richieste di indennizzo presso la Regione Lombardia. La recente riforma del codice della strada ha interessato anche i comportamenti che gli utenti della strada devono mantenere in caso di incidenti con la fauna”.

L'articolo 189 del codice della strada prevede ora l'obbligo di fermarsi qualora sia provocato un incidente da cui possa derivare danno alla fauna, nonché attuare ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali. Le persone coinvolte in un incidente con danno ad animali devono comunque porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso.

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/153542_filago_cervo_di_oltre_120_kg_investito_da_auto_e_abbandonato/

giovedì 1 luglio 2010

Halal Italia

PROTESTA CONTRO IL MARCHIO "Halal Italia" PRODOTTI ITALIANI "fedeli" ALL ISLAM!

Al via il marchio "Halal Italia"Prodotti italiani "fedeli" all'Islam

Presentato alla Farnesina il progetto di un marchio a garanzia di prodotti italiani realizzati in conformità coi dettami del Corano nei settori alimentare, cosmetico e farmaceutico. Galan: "I paesi musulmani saranno felici dei nostri tortelloni". Solo in Italia, un business da 5 miliardi. "Destinato a crescere" guardando all'export

ROMA - Presentato alla Farnesina il progetto "Halal Italia", per la creazione di un marchio italiano che certifichi la conformità alle norme del corano dei prodotti made in Italy dei settori alimentare, cosmetico e farmaceutico. Un ponte verso l'Islam, certo, ma soprattutto una tutela per il consumatore "domestico" e il visto d'entrata in mercati nuovi e particolarmente allettanti per il nostro export.

Il ministro degli Esteri Franco Frattini, assieme al ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e al titolare dell'Agricoltura, Giancarlo Galan, ha firmato la convenzione interministeriale di sostegno al progetto. La certificazione halal sarà rilasciata a livello nazionale dalla Comunità religiosa islamica italiana (Coreis). "Un segnale di grande trasparenza da parte del governo italiano" commenta Halima Erika Rubbo di Coreis, che dichiara di rappresentare 50mila cittadini italiani musulmani e secondo cui i fedeli dell'Islam nel nostro paese sarebbero almeno 1,4 milioni, cifra che non ha mai smesso di crescere negli ultimi 20 anni.

Un bacino di utenti che sarebbe grave trascurare e che si somma ad altri numeri, particolarmente stimolanti. Il volume di affari dei prodotti alimentari, farmaceutici e cosmetici, la cui filiera produttiva segua i dettami del Corano, è di 500 miliardi di euro nel mondo, 54 in Europa e 5 in Italia. Per questo, spiega Frattini, "Halal Italia" è "uno strumento che abbiamo incoraggiato per l'accesso ai mercati sempre più interessanti dei paesi musulmani".

Per Galan, la forza del made in Italy può aprire scenari nuovi alle abitudini alimentari dei paesi musulmani. "Potranno gustare lasagne, tortelloni e altri prodotti d'eccellenza del made in Italy ma con marchio 'Halal', cioè certificati secondo i precetti islamici - spiega il ministro delle Politiche agricole -. Saranno fortunati ad avere questi cibi e tutti gli altri prodotti dell'agricoltura e della cucina italiana, ai vertici mondiali per qualità ed eccellenza".

Non di solo mercato vive una simile sfida. Ancora Galan precisa che il sostegno del suo ministero a "Halal Italia" è soprattutto di carattere "storico-culturale". "La nostra cucina e la nostra civiltà - dice il ministro - hanno profondi intrecci con la cultura islamica, da secoli. Dal confronto e dal dialogo tra mondi diversi la nostra nazione può ricevere una grande ricchezza. E' un atto di omaggio a tutte le donne e gli uomini di fede musulmana che lavorano nel nostro Paese, cui dobbiamo moltissimo".

"Con questa iniziativa "sarà garantita la sicurezza per i nostri consumatori anche sul mercato interno - conclude il ministro della Salute, Ferruccio Fazio - perché dovranno essere seguite delle regole precise. Ad esempio, durante la macellazione della carne dovrà esserci una persona di religione musulmana che reciti le preghiere prescritte, non si potranno usare solventi che contengono alcol, tutta la filiera dovrà essere halal e non ci potranno essere contaminazioni".

Aspettando i tortelloni, i consumatori di fede islamica in Italia possono da oggi gustare salumi halal, immessi sul mercato in coincidenza con la presentazione del progetto. Ideatore Antonio Fernando Salis, imprenditore sardo insignito dell'Oscar Green per l'innovazione, premio promosso dai giovani della Coldiretti. "Preparati con carne di pecora e capra, - spiega Salis - vengono controllati e certificati dall'Imam, la principale autorità religiosa per l'Islam". Coldiretti ricorda come la diffusione del metodo di lavorazione della carne 'halal' interessi ormai "tutti i piccoli e i grandi centri del territorio nazionale" con "un boom di oltre cento macelli 'halal', ormai un quinto del totale di quelli autorizzati Ce".

FONTE:La Repubblica.it

martedì 12 gennaio 2010

Vetro e luce, trappole mortali

E' giorno eppure il picchio non vede la vetrata si schianta contro un grattacielo e precipita al suolo.
ogni anno negli stati uniti muoiono almeno 100 milioni di uccelli dopo essersi schiantati contro le vetrate.
Daniel klem jr. ornitologo e docente di biologia ritiene che forse ad eccezione della distruzione dell'habitat, le collisioni contro le vetrate siano per l'avifauna la principale causa di mortalità indotta dalle attività
umane.
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Tratto dal sito: 100% animalisti

sabato 5 dicembre 2009

Animali in estinzione

L'ombra cupa dell'estinzione si allunga

Sono sempre di più le specie a rischio sul nostro pianeta. Dall'ultimo aggiornamento della Lista Rossa dello IUCN emenrge che 17.291 specie delle 47.677 che sono state analizzate sono a rischio. Questo significa che sono minacciati di estinzione il 21% dei mammiferi, il 30% degli anfibi, il 12% degli uccelli, il 28% dei rettili, il 37% dei pesci di acqua dolce, il 70% delle piante e il 35% degli invertebrati (28/11/09)

“L'evidenza scientifica di una seria ondata di estinzioni si rafforza” ha dichiarato Jane Smart, Direttrice del Biodiversity Conservation Group dello IUCN. “A gennaio partirà l'Anno Internazionale della Biodiversità ma è già evidente che gli obiettivi di contenimento della perdita di biodiversità che ci si era posti per il 2010 non verranno raggiunti. Sarebbe ora che i governi assumessero impegni seri per la conservazione delle specie perchè il tempo a disposizione si sta esaurendo.”

Delle 5.490 specie di mammifero esistenti, 79 sono Estinte o Estinte allo stato selvatico; altre 188 sono A rischio critico di estinzione, 449 A rischio di estinzione e 505 Vulnerabili. Il Voalavo orientale (Voalavo antsahabensis) appare per la prima volta nella lista come A rischio: si tratta di un roditore endemico del Madagascar che vive in una ristretta zona di foresta tropicale seriamente minacciata dall'espansione delle colture con la tecnica del “taglia e brucia”.

I rettili presenti nella lista dello IUCN sono diventati oggi 1.677 con ben 293 nuovi ingressi. Le specie minacciate di estinzione sono 469 e 22 sono Estinte o Estinte allo stato selvatico. “I rettili stanno sicuramente soffrendo, ma il quadro potrebbe essere in realta’ decisamente peggiore". Ha osservato Simon Stuart, presidente della Species Survival Commission dello IUCN. “Abbiamo bisogno di una valutazione complessiva di tutte le specie di rettili per redenrci realmente conto della situazione, ma on disponiano dei 2-3 milioni di dollari che sarebbero necessari per completare questa operazione.”

Nectophrynoides asperginisPessime le notizie per gli anfibi. Con ben 1.895 delle 6.285 specie a rischio, sono la categoria piu’ esposta. Tra loro 39 specie sono Estinte o Estinte allo stato selvatico, 484 sono A rischio critico, 754 A rischio e 657 Vulnerabili. Tra queste una specie della Tanzania, il Nectophrynoides asperginis, e’ passato da A rischio critico a Estinto in natura benche’ fino a non molto tempo fa fosse relativamente abbondante. La costruzione di una diga che ne ha ridotto del 90% il flusso did acqua nel suo habitat e un’epidemia causata dal fungo chytridiomycosis sono state letali alla specie.

Delle 12.151 piante sulla Lista Rossa, 8.500 sono a rischio did estinzione. Did queste, 114 sono gia’ Estinte o Estinte allo stato selvatico. La Regina delle Ande (Puya raimondii) e’ stata rivalutata, ma rimane nella categoria A rischio di estinzione; la piñata, che si trova sulle Ande tra Peru e Bolivia fiorisce e produce semi una sola volta ogni 80 anni e poi muore. Mutamenti climatici e l’aumento della pastorizia sono le sue principali minacce.

2.639 dei 7.615 invertebrati presenti sulla Lista Rossa sono minacciati did estinzione. Gli sceinziati hanno aggiunto 1.360 libellule portando il totale a 1.989 specie, 261 dlle quail a rischio. Gli scienziati hanno anche aggiunto 94 molluschi, portando il totale a 2.306, did cui 1,036 a rischio. Tra I nuovi ingressi, le sette specie di lumaca di acqua dolce del Lago Dianchi nella provincia dello Yunnan, in Cina, sono a rischio di estinzione. Stessa condizione per 12 dei 13 pesci di acqua dolce della stessa zona, minacciati da inquinamento, eccesso di pesca e introduzione di specie alloctone.

Sono 3.120 le specie di pesce di acqua dolce presenti sulla lista, 510 in piu’ dello scorso anno. benche’ ci sia ancora molto lavoro da fare per arrivare a una valutazione di tutte le specie note, questi dati gia’ dimostrano che 1.147 specie sono minacciate di estinzione. Un caso esemplare è il Brown Mudfish (Neochanna apoda) della Nuova Zelanda, passato da Quasi a rischio a Vulnerabile a causa della perdita di habitat. Una percentuale pari all’85-90% delle aree umide in Nuova Zelanda sono andate perdute o degradate a causa di interventi di drenaggio, irrigazione o sviluppo umano.

Neochanna apodaUn caso opposto è rappresentato dall’Australian Grayling (Prototroctes maraena), un pesce di acqua dolce australiano che è passato da Vulnerabile a Quasi a rischio grazie a una serie di interventi di conservazione, quali la realizzazione di passaggi attorno alle dighe, il miglioramento della vegetazione ripariale, la sensibilizzazione ed educazione dei pescatori e l’imposizione di serie punizioni per chi lo pesca..

"Le specie che vivono nelle acque dolci sono state a lungo trascurate. Quest’anno ne abbiamo aggiunte parecchie alla lista per confermare gli alti livelli di rischio che molte tra loro stanno affrontando” ha dichiarato Jean-Christophe Vié, vice capo del Programma Specie dello IUCN. “È urgente proseguire gli sforzi nella valutazione dello stato di conservazione, ma ancora piu’ urgente è usare questa informazione per intervenire con le opportune misure di tutela”.

La Lista Rossa dello IUCN è solo la punta dell’iceberg. Gli scienziati hanno valutato lo stato di conservazione di 47.677, un’inezia rispetto ai milioni di specie che formano la risorsa piu’ preziosa del nostro pianeta: la biodiversita’, ovvero i milioni di forme che la vita assume.

La Lista Rossa dello IUCN - Red List “Wildlife in a Changing World: an analysis of the 2008 IUCN Red List of Threatened Species” (in inglese) puo’ essere scaricata da questo sito.

Dati riassuntivi 2009:

  • Specie analizzate = 47.677
  • Specie completamente Estinte o Estinte in natura = 875 (2%) [Estinte = 809; Estinte in natura = 66].
  • Specie Minacciate di estinzione = 17.291 (36%) [A rischio critico di estinzione = 3.325; A rischio di estinzione = 4,891; vulnerabili = 9.075].
  • Specie Quasi a rischio di estinzione = 3.650 (8%).
  • Specie a basso rischio e dipendenti da sforzi di conservazione = 281 (<1%)>
  • Specie per cui mancano i dati necessari = 6.557 (14%)
  • Specie che non destano particolari preoccpazioni = 19.023 (40%)

(Fonte: IUCN)

martedì 3 novembre 2009

Caccia: strage di cani a Pantalla per bocconi avvelenati.

Strage di cani a Pantalla

per bocconi avvelenati

Il Sindaco ipotizza la chiusura della caccia con l'uso di cani
per evitare ulteriori perdite
02/11/2009


Come spesso negli anni precedenti con la riapertura della caccia, riprende la disputa fra cacciatori ed agricoltori o quella tra cacciatori che si contendono zone di caccia e come purtroppo è abitudine vigliacca a rimetterci sono i terzi: in questo caso i cani.
Numerosi episodi di uccisione di animali si sono verificati negli ultimi tempi nella zona di Pantalla di Todi.
Ignoti, ma non troppo, hanno disseminato il territorio di esche avvelenate.
Nei giorni scorsi, l’Amministrazione Comunale, nella persona del Sindaco, ha avuto un incontro con la Federazione Nazionale della Caccia, sezione di Pantalla, nella persona del Presidente, Signor Ermanno Proietti Foglietti.
Per Ruggiano “a questa barbara manifestazione di disinteresse per ‘il miglior amico dell’uomo’, è arrivato il momento di dire basta.”
E la soluzione sarebbe stata individuata in una ordinanza che vieti la caccia con l’ausilio dei cani nella zona dove sono stati rinvenuti i bocconi avvelenati. Una disposizione che nel frattempo i cacciatori più consapevoli e rispettosi dei loro segugi avranno sicuramente attuato spontaneamente. Una decisione che sembrerebbe spostare l'attenzione verso una guerra interna al mondo della caccia.
Ma forse, per dare un “taglio” definitivo alla questione sarebbe opportuno un sincero confronto fra le parti in causa per capire prima di tutto le ragioni del contrasto perché, a parte qualche psicopatico che dovesse circolare liberamente, di solito si arriva a questo punto quando gli animi sono esacerbati e di solito la ragione- a parte le uccisioni che sono fatti imputabili a pochi criminali- non sta solo da una parte.
Anche nel campo dei cacciatori c'è qualcuno che dovrebbe essere indotto a fare autocritica: per il modo in cui tratta i propri cani ed i vicini, assillati giorno e notte dal latrare di animali lasciati in spazi ristretti e con scarsa alimentazione.
tratto da: www.iltamtam.it