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venerdì 13 novembre 2009

Deportazioni-Paolo Ricci a on.Martini


Paolo Ricci all'on.Martini sulle deportazioni in Nord Europa
dei randagi italiani.


(Estraggo soltanto la parte -riguardante le deportazioni- della lettera di Paolo Ricci inviata all'on. Martini sottosegretario alla Salute. La lettera integrale in altra sezione del blog)

(...)sono convinto - per quello che ripetutamente leggo nelle denuncie fatte da volontari - che esiste un traffico di randagi catturati dai canili lager - e non lager - verso l’Europa del Nord. Lei sa meglio di me come funzionano le cose: cani abbandonati nel Belpaese - da incivili bastardi - vengono accalappiati, tenuti in osceni canili, massacrati di botte e di stenti e poi venduti ai laboratori di vivisezione. Troppi attivisti denunciano la cosa da tempo ma senza andare a fondo. E sa perché non denunciano, Signora? Perché vengono minacciati. E se la gente viene minacciata il “dictum” andreottiano che “a pensar male spesso ci si azzecca” potrebbe - in questo caso - essere valido. In effetti il problema potrebbe essere risolto individuando il punto di partenza e collegandosi con le autorità del Nord Europa. Ma anche questo è troppo difficile e oneroso per lo Stato: dopotutto sono solo cani. Da troppo tempo si parla con insistenza di una tratta di randagi verso la Germania. Il traffico, si dice, si dirama dai canili italiani verso Stoccarda, Colonia, Dűsseldorf, Francoforte e Norimberga. E non riguarda solo il Sud ma, da quello che sappiamo, anche la Toscana e altre Regioni. Esistono strani movimenti. Signore tedesche organizzano trasferimenti evitando risposte chiare. Sembra che partano 300 cani alla volta per le adozioni con costi aerei notevoli. Si parla di un business di decine di migliaia di euro. Intorno a queste operazioni si muovono personaggi umbratili che sfuggono e non rispondono alle domande che gli attivisti pongono. Ci sono cose che non corrispondono. Un furgone Ducati che fa la spola tra la Germania e l’Italia. Nomi e siti strani. Referenti non chiari. Cani prenotati e sterilizzati da una società con appoggi italiani che si occupa di tutto. Silenzi. Minacce di denuncie. Lunghi viaggi. Comportamenti ambigui. Si parla di adozioni facili in quel di Caserta. C’è un inquietante dottoressa che somministra facili adozioni. Foto innocenti di bimbi, cani e allegri nonnetti che danno l’impressione che dietro la bucolica facciata si aggiri ben altro. Ci sono nomi che non possiamo divulgare. Volontari che disperati affidano cani che non sanno dove finiscono. Troppe Madre Terese “animaliste” che dicono e non dicono. Mi domando: se i canili tedeschi sono pieni perché venire in Italia a prendere i cani? Una giornalista ha denunciato queste cose ma è stata prontamente zittita. Non ci sono prove. Come dicevano i romani “ladroni” (io sono uno di loro): “affirmanti incumbit probatio” che nella lingua del vate Dante suona così:

“Senza prove non c’è trippa per il gatto”. Ma le prove possono essere trovate se l’autorità si muove. E questa non è roba per “canare” o “gattare” o rivoluzionari vegani, questa è roba che scotta e presenta pericoli. Va bene, Signora, lei dirà: è delinquenza minore, Toto “u Curtu” non c’azzecca un piffero, ma i rischi sono comunque notevoli. E questo bubbone deve esplodere. E logicamente c’è il rischio di accusare innocenti come è già avvenuto. Ma indagare non nuoce. Non crede?

In ducati sonanti: questa storia delle adozioni è un panzana che va smontata o sono trasporti caritatevoli e noi ci sbagliamo e accusiamo innocenti?

(...)


Paolo Ricci


ricci@esperia.fsnet.co.uk;

www.lasaggezzadichirone.org

www.nothuman.org

www.ahimsa.it

mercoledì 28 ottobre 2009

ANIMALI: TRAFFICO CUCCIOLI CANI E GATTI, LEGGE A NATALE



ANIMALI: TRAFFICO CUCCIOLI CANI E GATTI, LEGGE A NATALE/ANSA

(di Elisabetta Guidobaldi) (ANSA) - ROMA, 13 OTT - Corsia preferenziale in Parlamento per avere entro Natale la legge che introduce per la prima volta in Italia, a 22 anni dalla Convenzione europea, il reato di traffico di cani e gatti, soprattutto cuccioli, che secondo gli animalisti, arriva a generare un business di 300 milioni di euro l'anno. Quello lanciato dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, e' piu' di un appello: e' un impegno che e' stato iscritto come priorita' per Camera e Senato. Si tratta in sostanza di dare il via libero definitivo al disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 ottobre scorso per la ratifica della Convenzione europea sulla protezione degli animali da compagnia siglata a Strasburgo il 13 novembre del 1987 e firmata dall' Italia nella stessa data ma poi mai ratificata nel nostro Paese. Ora, dopo 22 anni, questi viaggi infernali, in cui gli animali vengono stipati in furgoni o in portabagagli, e in cui il 50% muore dopo i primi mesi in Italia, una volta che il ddl sara' legge verranno perseguiti come reato penale, con il carcere da tre mesi a un anno o multa da 3.000 a 15.000 euro (con pena aumentata quando gli animali hanno meno di due mesi di vita). A premere sull'acceleratore una sinergia di intenti. ''Ci siamo accordati gia' con il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Elio Vito - ha detto Frattini in una conferenza stampa alla Farnesina tenuta insieme al sottosegretario alla Salute Francesca Martini - su una corsia preferenziale per avere una legge entro Natale''. Frattini ha riferito che trattandosi di una ratifica non comporta emendamenti e quindi basta una seduta alla Camera e una al Senato per alzata di mano per approvare questa legge che, ha sottolineato il titolare della Farnesina, oltre a stroncare il traffico di cuccioli prevede anche norme ''adeguatamente severe contro i maltrattamenti''. Frattini ha quindi reso noto che organizzera' prima di Natale ''un'azione coordinata con le ambasciate italiane nei paesi europei e in quelli del vicinato orientale, spesso paesi di origine di questo traffico e con gli ambasciatori in Italia di quei paesi per una collaborazione piu' forte e per aumentare la sensibilita' sul tema''. Contro i maltrattamenti il ddl introduce inoltre - ha ricordato il sottosegretario Martini - ''sanzioni penali contro le mutilazioni a soli scopi estetici, come il taglio della coda, degli orecchi, la recisione delle corde vocali, le estirpazioni di unghie e denti''. Un reato, quello delle mutilazioni a fini estetici o non curativi, punito con la reclusione da tre a 15 mesi o multa da 3 mila a 18 mila euro. Martini ha quindi sottolineato che se si e' arrivati a questo ddl ''lo dobbiamo a una straordinaria sinergia di Governo. Oggi la compattezza e l'unione di intenti ci ha permesso di portare questo contributo di civilta'''. Ma non e' tutto. Una delle novita' del ddl anti-tratta di cuccioli e' anche quella che blocca l'introduzione e la rivendita illecita e che prevede sanzioni amministrative per la prima volta correlate alla quantita' di animali con multe fino a mille euro a cucciolo. Migliaia i cuccioli coinvolti ogni anno in questo traffico illegale: ''Il valore di mercato di un cucciolo importato dall' Est (soprattutto Schitzu, Carlini, Pincher, Jack Russell, West Highland) e spacciato per italiano falsificando i documenti - ha detto il presidente della Lega Antivivisezione, Gianluca Felicetti - puo' aumentare fino a 20 volte, con un giro d'affari annuo stimato in 300 milioni di euro''. (ANSA). GU
13/10/2009

Traffico:Parla l'On.Domenico Scilipoti (IDV)

ANIMALI, ON. SCILIPOTI (IDV): "FURGONI DELL’ORRORE STRAPIENI DI RANDAGI, PRELEVATI DA CANILI LAGER"

Roma 12.10.09

“Il traffico illecito di animali randagi è un problema che sta interessando sempre di più il nostro Paese”. Così, l’On. Domenico Scilipoti in riferimento al traffico di animali. “Migliaia di animali – prosegue il deputato IDV – ogni anno spariscono nel nulla destinati per lo più a diventare cavie da laboratorio, utilizzati per ogni sorta di esperimento; solo gli esemplari più belli vengono messi in vendita su internet, mentre quelli più aggressivi sono reclutati per i combattimenti. Per arginare il fenomeno chiedo l’applicazione della legge quadro 281/91 (art. 4),
che impone ai sindaci di spendere una parte delle entrate statali che arrivano alle regioni, per effettuare le sterilizzazioni; ed ancora la microcippatura dei cani e la registrazione all’anagrafe canina , pratica questa che da noi viene quasi completamente ignorata, ed in caso di inadempienza, chiedo sanzioni per i responsabili. In merito al ddl già esistente, che identifica come reato solo l’importazione di cuccioli dall’Est Europa, ma che non prende minimamente in considerazione tutto il traffico di randagi in uscita dall’Italia, chiedo che la legge preveda misure più severe in materia.

E’ impensabile – conclude Scilipoti – fare leggi a metà, se il reato viene identificato, bisogna punirlo in tutte le sue forme, basta speculazioni sempre in nome del dio denaro!”.

http://parcodeinebrodi.blogspot.com/2009/10/animali-scilipoti-idv-fur

domenica 25 ottobre 2009

DEPORTAZIONI - Zora, un'animalista svizzera

Posto dal blog di Alma Galli un'altra testimonianza (ripresa da Amicicani) di una persona che vive in Svizzera ed affronta da anni la realtà dei randagi nel suo paese, risponde ad un dibattito via e-mail volto a chi porta fuori dall`Italia cani trovando soluzioni ottimali, in riferimento ai cani italiani soppressi nel canile svizzero.

"LA DOVETE
PIANTARE CON LA STORIA CHE LE ADOZIONI ALL`ESTERO VANNO BENE! vanno bene per voi che ve li sbolognate!!! ma sapete quanti problemi abbiamo con i cani che vengono da fuori?
....... perché questa storia
dell`uccisione dei 24 cani è solamente la punta dell`icerberg !!! la carne da macello che da fuori entra in svizzera non la vedete,..
io vivo in Svizzera, ci sono nata e faccio attivismo da un decennio e LE SOPPRESSIONI SONO ALL`ORDINE DEL GIORNO, I CACCIATORI VENGONOCHIAMATI PER SPARARE A GATTI E CANI RANDAGI VAGANTI, le protezioni animali vengono chiamate dai municipi per sterminare le colonie feline che NON sono protette in nessuna maniera AL CONTRARIO DELL`ITALIA!!!!!!
LE CHIAMATE DI GENTE CHE TI SBOLOGNA IL CANE ALTRIMENTI LO AMMAZZA. qua vai dal veterinario e con fr. 50.- a "pezzo" puoi sterminare intere cucciolate, cani giovani e sani, anziani di tutto. non c`è bisogno di avere una scusa NON È VIETATO E VIENE FATTO TUTTI I STRAMALEDETTISSIMI GIORNI!!!! la legge lo prevede e viene fatto anche per cultura (meglio morto che in canile!). In svizzera troverai ben raramente animali menomati o con problemi, perché li sopprimono se i costi diventano ingenti.
parliamo dei canili? nei canili svizzeri un cane sopra i 7 anni non te lo accettano nemmeno e le soppressioni avvengono quotidianamente (così come avvengono gli abbandoni) per evitare il sovraffollamento. .....
perché in svizzera non ci sono cani randagi in strada? forse che i civilissimi svizzeri non abbandonano? ... quanti animali a cui devo cercare casa in questo momento e che sono a rischio soppressione? TUTTI I GIORNI TUTTI I STRAMALEDETTISSIMI GIORNI CI GIUNGE NOTIZIA DI ANIMALI SVIZZERI MORTI AMMAZZATI presso i veterinari dai privati e nei canili, se và bene dal veterinario, sennò un proiettile costa 50 cts! ma che sapete voi che incentivate queste deportazioni? tanto una volta passata la frontiera sono problemi di chi se li adotta (vedendo solo una foto via internet!!! MOLTO SERIO COME METODO CERTO!!! dove sono i controlli pre e post adozioni? ) e delle associazioni come le nostre che devono correre per evitare abbandoni e soppressioni, come se non ne avessimo abbastanza già dei nostri ....!
solo da domenica a oggi ho già ricevuto 3 telefonate dalla bassa italia di gente che ha spedito animali e dei quali non sà più niente. e io devo andare a correre a mettere riparo alle loro azioni eroicheda deportazioni!
possibile che non capite e non capiscono quei bravi animalistiche in svizzera arrivano decine di migliaia di animali all`anno da ogni dove mica solo dall`italia!!!! e che se tutti avessero trovato una casa a quest`ora tutti gli abitanti della svizzera,anche chi odia gli animali (e ce n`è!) dovrebbero avere almeno 15 cani e 30 gatti? nel paese dove maggiormente al mondo si fà vivisezione e dove la produzione interna di pellicce di cani e di gatti NON È VIETATA!!!!!
BASTAAAAAAA!!!!!!!!!! basta con queste deportazioni, basta!!!!!! NON ABBIAMO BISOGNO DEI CANI ITALIANI, RUMENI, SPAGNOLI, GRECI, PORTOGHESI E TURCHI!!!!
perché già stiamo facendo enorme fatica con i "nostri"!!!
e anche se l`adozione è fatta da canile/privato a privato svizzero, è da criminali visto che non potete fare i controlli e spesso gli animali vengono sbolognati prima della dogana per evitare di dover passare, spesso con i documenti contraffatti!... e noi corriamo! BASTA!
CI AVETE STUFATI, MA DI BRUTTO!!!!
spero che questo serva agli ignoranti che vogliono il cane ora e qui e sono disposti a PAGARE per averlo e sono disposti a fargli fare migliaia di km, di mano in mano come pacchi postali, perché non ci spero più nelle sante marie gorette che esportano animali dove evidentemente gli interessi degli animali passano in secondo piano! c`è un bel giro di soldi e la scusa delle adozioni paradisiache ormai è troppo vecchia perché qualcuno ci creda ancora. solo chi esporta ancora ne parla..
se pensate di mandare gli animali all`altro mondo allora la svizzera è veramente il paradiso! infatti qui il randagismo non esiste, QUI DA NOI I RANDAGI SI AMMAZZANO OGNI SANTO GIORNO! non riusciamo a salvare i nostri e dobbiamo vederci fiumane di cani che entrano da fuori MA COME SI FÀ A SOPPORTARE UNA COSA SIMILE?
e poi far partire dall`italia dove la soppressione è vietata in un paese dove è legale mi sembra veramente una assurdità! DOVE È IMPOSSIBILE FARE I CONTROLLI O MI VOLETE DIRE CHE VI SMAZZATE CENTINAIA E MIGLIAIA DI KM PER FARE I CONTROLLI PRE E POST ADOZIONE? perché io devo ancora trovarne uno che lo faccia o anche solo che arrivi a superare la dogana, senza mollare l`animale nella piazzola autostradale.

non posso più sopportare di vedermi crepare sotto gli occhi nell`impotenza totale gli animali, che siano nostri, che siano da fuori. Se voleste veramente il bene degli animali la svizzera e la germania la dovreste rifiutare a priori! e chi non lo fà si vede che ha di che guadagnare, altrimenti davanti a questa notizia che è unica nel suo genere PERCHÈ È RIUSCITA AD ESSERE PUBBLICATA e che rappresenta veramente la punta dell`iceberg,DOVREBBE FORSE FARSI UN ESAME DI COSCIENZA E ARRIVARE A CAPIRE CHE SPOSTARE RANDAGI PER L`EUROPA NON È UNA SOLUZIONE e chi ne paga le spese sono solo gli animali.
basta."
Zora, Svizzera

DEPORTAZIONI - dott. Massimo Tettamanti

Esportazioni di animali domestici - contributo del dott. Massimo Tettamanti, antivivisezionista e istruttore per il recupero e la riabilitazione di animali impiegati nei laboratori.

Mi sono avvicinato a questo problema quando sono stato contattato come esperto di vivisezione e, da allora, seguo l`argomento con particolare interesse.
Vorrei subito f
are una precisazione: non e` vero che gli animali destinati alla sperimentazione debbano necessariamente provenire da stabilimenti fornitori particolari. Non e` vero quello che e` stato scritto e dichiarato riguardo al fatto che gli animali debbano in tutti i casi essere stati seguiti dalla nascita in modo particolare con unaalimentazione e una cura particolare.
Mi riferisco agli stabilimenti ufficiali che, preparando dalla nascita gli animali, forniscono agli istituti "modelli sperimentali" liberi da malattie e da altre influenze ambientali. I risultati sperimentali che si ottengono da questi animali (che, per esempio nel caso dei cani, costano piu` di un milione di lire) sono diversi da quelli ottenuti con animali che hanno vissuto una vita normale (come sostiene il movimento antivivisezionista, se un cane allevato in maniera speciale non e` un buon modellosperimentale per un cane normale, dal quale si differenzia per piccoli aspetti fisiologici, a maggior ragione un animale da laboratorio non puo` essere un buon modello sperimentale per l`uomo dal quale si differenzia per grandi variazioni fisiologiche).
Diversissima e` la posizione dell`Associazione dei Medici Americani e di singoli ricercatori europei che, in diverse occasioni, hanno dichiarato di preferire animali che hanno vissuto una vita normale (uno dei principali motivi e` il risparmio economico che ovviamente si ottiene passando da un milione di lire per ogni cane a zero lire per il cane reperito gratuitamente in un canile).
Alcuni dei casi denunciati in passato riguardano l`uso di animali per esperimenti chirurgici: e` un assurdo logico pensare che un Istituto voglia o possa permettersi di acquistare cosi` tanti cani quanti quelli che vengono forniti agli studenti o ai professionisti che vogliono o devono iniziare a "farsi la mano" (i chirurghi antivivisezionisti sostengono che questa pratica sia dannosa per lo studente: quando passera` all`uomo dovra` prima disimparare l`esperienza con gli animali).
Dato pero` che la logica non ha valore giuridico vi segnalo un caso italiano: mentre scrivo, a Pisa ci sono persone che stanno cercando di bloccare la sperimentazione chirurgica e la conseguente soppressione di cani in condizioni patologiche e fisiologiche disperate.
Perche` e` necessario essere contro l`esportazione di animali indipendentemente dalla conoscenza della destinazione finale?
Perche` qualsiasi allevatore di animali europeo ha la possibilita` di diventare fornitore di laboratori, prelevare animali dai canili e venderli. La legge 116 sulla sperimentazione e la Direttiva Europea, da cui proviene, lo permettono (in Italia non e` possibile utilizzare per usi sperimentali cani e gatti provenienti dalle strutture pubbliche perche` la legge 281 sul randagismo lo vieta. Questa legge in altri paesi non c`e`.
Perche` una volta che l`animale supera la frontiera non e` possibile controllarne la destinazione: gli organismiufficiali preposti al controllo non hanno ovviamente la possibilita` di operare in territorio straniero.
Perche` non siamo noi a dover provare e dimostrare la destinazione finale, non siamo in grado di sapere sempre quando e da dove i cani partono, non siamo in grado di seguirli nei canili di sostegno svizzeri o tedeschi e di appostarci a controllare per giorni. Solo il dubbio, le numerose irregolarita` e la non possibilita` di controllare ci spingono a impedire questo traffico.
Gli inviti, che abbiamo ricevuto da chi il traffico lo compie, di andare a effettuare i controlli sono un`offesa all`intelligenza: dichiarare di aver portato in Germania piu` di mille cani ed essere disposti a fornire l`indirizzo di poche decine di persone e`, ancora una volta,pal
esemente un assurdo.

DOTT. MASSIMO TETTAMANTI

sabato 24 ottobre 2009

DEPORTAZIONI-Associazione Tedesca RIVELA


IMPORTANTE: UN'ASSOCIAZIONE TEDESCA PARLA E RIVELA CHE...


http://traccediverse.blogspot.com/2009/07/fare-affari-spese-degli-animali.html


Nel 2007 l’Internationaler Zusammenschluss für Tierschutz (Unione Internazionale per la Protezione degli animali) lanciò alle associazioni tedesche un richiamo durissimo e accorato, che fu reso noto in una prima traduzione italiana dal Gruppo Bairo (http://www.bairo.info/forumtedesco0307.html ).
Erano in corso, come si vedrà, feroci polemiche lanciate dalle organizzazioni che videro fermare dai NAS, al porto di Ancona, due camion carichi di cani provenienti dalla Grecia e destinati a loro.
In una fonte diversa da quella che usiamo qui si aggiunge che nelle mailing list tedesche si fece girare la voce che i cani sequestrati sarebbero stati uccisi.
Nell’appello, che fece il giro del web, c’era una domanda: “Quanto siamo diventati corrotti col passare del tempo?”.
Sono passati due anni. Ci chiediamo: è cambiato qualcosa da allora?


Fare affari a spese degli animali stranieri

Perché aiutate tutti gli animali all'estero, ma non muovete un dito per i vostri propri animali che sono nei laboratori di ricerca tedeschi? Quelli li lasciate al loro destino.
Vi faccio una domanda: credete che tutti gli animalisti che vanno a prendere animali all'estero, lo facciano per puro amore verso gli animali? Non potrebbe darsi che ci sia qualche pecora nera che qui pratica regolare commercio e vende animali ai laboratori? Non potrebbe darsi perfino che qui ci sia una vera e propria zoomafia?
Se non lo credete, siete degli ingenui.
Credete veramente che le migliaia di animali che vengono importati dall'estero in Germania, molti senza vaccini e senza microchip, trasportati in modo assolutamente indegno, finiscano a famiglie private?
I rifugi sono già pieni di animali nostri che non hanno quasi possibilità di essere adottati. Ma cosa succede a una parte non indifferente degli animali stranieri che arrivano in Germania e che spesso, dopo qualche giorno dall'arrivo, non si ritrovano più? Pensateci.
E perché i rifugi stranieri da cui provengono gli animali non ricevono dimostrazione di dove i loro animali sono finiti? Se "animalisti tedeschi puliti" danno in adozione un animale, controllano con precisione dove va a finire il proprio animale. Si hanno sempre prove di dove si trova.
Perché alle persone che danno ai tedeschi degli animali non si danno le prove?
Svegliatevi per favore... Con la protezione animale all'estero si fanno i soldi, per quanto si affannino a negarlo le organizzazioni che seguono questa pratica. Non tutti, ma molti lo fanno, e per giunta sotto la copertura del grande, oh, così grande amore per gli animali.
Quanto siamo diventati corrotti col passare del tempo?
E noi che abbiamo scelto la strada giusta chiudiamo gli occhi perché non vogliamo sapere cosa succede veramente, mettiamo la testa sotto la sabbia, diamo grandi somme di denaro per i tantissimi animali che sono da portare urgentemente da tutto il mondo in Germania.Chi può ancora distinguere in tutto questo la verità dalla menzogna?
Chi lavora in modo trasparente dimostra dove sono finiti gli animali, non ha nulla da nascondere. Coloro che non lo fanno, sono persone estremamente sospette e gli animalisti all'estero hanno ragione se dubitano della serietà di questi animalisti tedeschi – o, come dovrebbero meglio essere definiti, di questi commercianti di animali.
Secondo il Regolamento europeo 998/2003 si possono esportare al massimo 5 animali, ma solo per scopo privato: tutto ciò che esula da questo è commercio. Chiunque esporti animali a camionate è quindi un commerciante di animali. Se lavora in modo legale, ha l'articolo 11, è registrato presso gli Uffici di controllo e l'Intendenza di Finanza della sua città. Se non è registrato, è un commerciante di animali illegale.
È accaduto di frequente che all'estero siano stati bloccati trasporti. Spesso gli animali venivano trasportati in modo davvero pietoso - perdite già calcolate.
Il fatto che questi animali siano stati riportati al luogo di partenza è stato più che giusto. Non comprendiamo le proteste che girano nelle liste animaliste di internet. Ogni persona che abbia un po’ di giudizio dovrebbe dirsi: "Allora devono organizzare i trasporti in modo tale che gli animali arrivino a destinazione vivi". Invece sentiamo solo accuse gratuite agli animalisti che denunciano questo tipo di trasporti.
Ma cosa vi sta succedendo?
Laddove l'amore verso gli animali è una priorità, si devono proteggere gli animali. Animali trasportati via mare a 50 per ogni camion, in mezzo a cavalli, non sono trasportati in modo appropriato alla specie; quel che è sicuro è che chi ama gli animali non li trasporterebbe in questo modo.
Ci vergogniamo per voi che siete i responsabili di tutto ciò. Non dovreste proprio essere definiti "animalisti".
L'aiuto è bello, ma ci si deve anche chiedere dove sono i limiti…
Ovunque campagne diffamatorie. E qualcuno si altera perché gli animali sequestrati sono stati messi in gabbie in cui si è superato il numero degli animali ammessi. Oh sì, non è tremendo??? O lo si potrebbe vedere da un altro lato, che gli animali si sono salvati da una morte tremenda e che per questo motivo è ammissibile tenerli per un breve periodo in gabbie?
Per gli animali sarebbe molto meglio, se li si aiutasse nei Paesi dove sono in pericolo. Con le offerte che vengono fatte per la protezione animale all'estero, si potrebbero realizzare sicuramente progetti di successo per proteggerli nei Paesi dove finora li si è andati a prendere.
Ma no, ci sono anche gruppi che conoscono il paragrafo 11a del Tierschutzgesetz [la legge tedesca sulla protezione animale], che concede l'assenso a che animali provenienti dall'estero possano essere dati ai laboratori di ricerca. E si guadagna molto bene, se si parte da una cifra che va dai 300 ai 500 euro per ogni animale da laboratorio.
Se doveste rimanere scioccati dal nostro pensiero, ce ne scusiamo. Ma ci fanno vomitare le bugie da cui siamo attorniati giornalmente: “E perché dovremmo celare tutto, se tanto si sa già?” “E perché si dovrebbe fare qualcosa contro, se è la legge che lo permette?”
Non ce la prendiamo con le persone che darebbero via anche la camicia per gli animali. Attacchiamo la gentaglia bugiarda che si definisce animalista e che invece porta a carrate gli animali nei laboratori di ricerca. E attacchiamo anche coloro che in Germania ancora oggi si mettono dalla loro parte e qui da noi cercano di parlarne bene, sebbene all'estero siano già stati considerati colpevoli.
Ma quanto si è immiserita col tempo la protezione animale in Germania?Alcuni di noi non ce la fanno nemmeno a sistemare i nostri animali nel nostro Paese e avrebbero bisogno di aiuto urgente. E gli altri hanno fatto sì che la protezione animale all'estero assumesse dimensioni tali che il nostro Paese non può assolutamente più sostenerle.
È urgentemente necessario un cambio di rotta.

Internationaler Zusammenschluss für Tierschutz


N.B. Il riferimento al Tierschutzgesetz è parzialmente inesatto. Il par. 11a prescrive che ci si debba conformare al par. 9, ed è in quest’ultimo che si dice che gli animali importati possono essere utilizzati come cavie solo se allevati a questo scopo; ma si prevede una deroga “quando non sono disponibili animali della specie necessaria allevati a scopo di ricerca o quando lo scopo della sperimentazione rende necessaria l’utilizzazione di animali di provenienza diversa”. Il prezzo è – o era – giusto…

http://www.tierfreundeforum.de/wbb2/thread.php?threadid=7899

DEPORTAZIONI - L'ANMVI DICHIARA


FALSE ADOZIONI DI CANI E GATTI ALL’ESTERO

ANMVI
1 luglio 2009


Animali, cani e gatti specialmente, vengono esportati verso il Nord Europa e, attraverso un raggiro della Legge, alimentano un giro d'affari e il traffico della sperimentazione. "Questo commercio illecito- dichiara l'On. Gianni Mancuso - nascosto sotto la falsa facciata delle adozioni di animali all'estero, nasconde in realtà una speculazione sulla pelle dei poveri animali che passano di mano in mano sino in alcuni casi a diventare cavie per i laboratori del Nord Europa (Germania ed Austria in testa) in quei Paesi dove la legislazione non è così restrittiva come la nostra".L'On. Gianni Mancuso ha proposto al Governo un atto ispettivo "per dare un segnale forte all'esecutivo nazionale", affinché "certe malsane pratiche vengano fermate per sempre". Da anni, si legge nell'interrogazione, si assiste ad un rituale sotto che rischia di passare inosservato: camion, furgoni, alcune volte aerei, partono dal nostro Paese per località estere carichi di cani e gatti abbandonati ed in alcuni casi, anche sottratti ai legittimi proprietari".Adottati nel nostro Paese, gli animali " appena passato il confine diventano oggetto di un commercio assai vantaggioso: la merce è pressoché gratuita all'origine (il prezzo che in Germania si chiama "tassa di protezione animale" come quella dei canili pubblici, ed è presentata come rimborso spese) si arriva sino a 350-400 euro per un meticcio qualunque". Sulla questione l'Ente Nazionale Protezione Animali ha avviato una petizione. L'interrogante chiede al Governo di "adottare un regime di stretta sorveglianza", di "proporre l'affidamento dell'animale esclusivamente al soggetto interessato previa esibizione dei propri documenti" e di "adottare provvedimenti miranti l'accertamento della rintracciabilità del soggetto affidatario dell'animale".

"TI DEPORTO A FARE UN GIRO" da ENPA


“TI DEPORTO A FARE UN GIRO”,
L’ENPA CONTRO LE FINTE ADOZIONI
E LA DEPORTAZIONE DI ANIMALI ALL’ESTERO



26 giugno 2009


E’ partita ieri sera “Ti deporto a fare un giro”, petizione con cui l’Enpa e i cittadini italiani chiedono al Ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, e al Sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, di fermare definitivamente il fenomeno delle finte adozioni e della deportazione all’estero degli animali domestici italiani. Per promuovere la raccolta di firme, in cui sono attivamente coinvolte le sezioni locali dell’Enpa, la Protezione Animali ha scelto lo strumento del web; il testo, pubblicato sul sito internet ( http://www.enpa.it/it/iniziative/deportazione/) può essere inoltrato alle istituzioni direttamente per via telematica oppure scaricato e diffuso per via cartacea. “La deportazione di animali è una piaga dolorosa che si protrae da troppo tempo e ha mietuto troppe vittime: la soluzione al problema non può più essere rinviata, come testimoniano le circa 500 adesioni raccolte nel giro di poche ore”. In Italia il fenomeno è ancora poco conosciuto al grande pubblico ma non per questo meno allarmante. Come denunciato dall’Enpa, sono anni ormai che furgoni, camion e perfino aerei trasportano gli animali domestici in Germania, ma anche in Svizzera, in Austria, e di lì negli altri Paesi del Nord Europa; sono ormai milioni gli animali, raccolti in strada, nei canili o presso privati che non sanno più cosa farsene, prelevati durante un'uscita da casa… cuccioli o adulti, anziani o malati al punto di non poter reggere il viaggio. A scadenze fisse, carichi di cani e gatti partono, senza documenti, da ogni regione d'Italia: cittadini stranieri - li prendono in affido presso i canili; cittadini italiani collaborano con loro come prestanome. Adottati nel nostro Paese, gli animali, appena passato il confine, diventano l'oggetto di un commercio assai vantaggioso: la “merce” è gratuita all'origine mentre, una volta a destinazione, il prezzo lievita inevitabilmente. Quello che dovrebbe essere un “rimborso spese” (in Germania lo hanno chiamato tassa ... di protezione animale) può arrivare fino a 350 – 400 euro per un meticcio qualunque, indipendentemente dall’età o dallo stato di salute. In materia di tutela degli animali, l'Italia ha le leggi più avanzate d'Europa; tuttavia il nostro Paese non è esente da colpe che si chiamano abbandono e randagismo. Troppi Comuni e ASL sono ancora inadempienti rispetto ai loro obblighi di tutela e di vigilanza. Così, il rimedio è semplice ed economico: eliminare il problema chiudendo gli occhi sulla deportazione all'estero degli animali in soprannumero. Eppure gli strumenti legislativi ci sono. Nel 1993 la circolare del Ministro della Sanità Garavaglia ha dato alcune direttive per impedire le deportazioni; otto anni più tardi, nel 2001, il Ministro Veronesi ha indicato nei controlli sugli affidi uno strumento a tutela del benessere degli animali. Le circolari sono tuttora in vigore, e sono vincolanti per ogni dipendente del Ministero della Salute, tuttavia molte ASL non le rispettano. Così come non viene rispettato il Regolamento Europeo 998 del 2003 a norma del quale i movimenti non commerciali di cani e gatti nel territorio dell'Unione implicano che gli animali non siano destinati alla vendita né al passaggio di proprietà: chi finge un’adozione e vende l’animale all’estero semplicemente elude la normativa europea. “Alcuni Paesi mediterranei – conclude l’Enpa – hanno finalmente preso coscienza della gravità di questo fenomeno ed emanato disposizioni severe; anche in Germania le autorità stanno aprendo gli occhi. Purtroppo, anche in questo capo l’Italia è fanalino di coda”.